Tumore della ghiandola pituitaria e perdita di peso


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Come si cura Cos'è L'ipofisi, o ghiandola pituitaria, è una ghiandola situata dentro il cranio, alla sua base. Pur essendo molto piccola, con dimensioni paragonabili a quelle di un pisello, ha un ruolo determinante poiché è collegata direttamente con una parte del cervello chiamata ipotalamo e garantisce il legame tra le attività del cervello e tumore della ghiandola pituitaria e perdita di peso del sistema endocrino per la produzione di ormoni.

L'ipofisi è regolata dagli ormoni prodotti dall'ipotalamo e a sua volta produce ormoni che influenzano l'attività di altre ghiandole come tiroide, ghiandole surrenali e gonadi ovaie e testicoli denominate "ghiandole bersaglio". Proprio per questa funzione di controllo è anche definita "ghiandola maestra".

Sintomi e Segni più comuni*

Il tumore dell'ipofisi si sviluppa dalle cellule della ghiandola ipofisaria. Quanto è diffuso Il tumore dell'ipofisi, nella maggioranza dei casi, è un adenoma e solo raramente 0,2 per cento di tutti i tumori ipofisari un carcinoma. L'adenoma ipofisario costituisce il 10 per cento di tutti i tumori intracranici.

Articoli correlati: Tumori ipofisari Definizione I tumori dell' ipofisi si sviluppano a partire da una cellula "impazzita" presente in questa piccola ghiandola endocrina detta anche ghiandola pituitariasituata alla base del cranio, nella fossa della sella turcica, appena al di sotto del chiasma ottico e dell' ipotalamo. La funzione principale dell'ipofisi consiste nella secrezione di ormoni che regolano numerose funzioni dell'organismo: ormone della crescita GHprolattinaormone adrenocorticotropo ACTHormone tireotropo TSHormone luteinizzante LH e ormone follicolo-stimolante FSH. La maggior parte dei tumori dell'ipofisi è costituita dai cosiddetti adenomi ipofisari.

Ha una prevalenza di circa casi per Recenti studi hanno inoltre dimostrato che nel 10 per cento circa dei pazienti che si sottopongono a esami radiografici del cervello per altre ragioni, si riscontra un piccolo adenoma ipofisario.

Questo fa supporre che la malattia sia molto più comune di quanto rilevato, ma abbia una crescita talmente lenta da non dare disturbi per un lunghissimo periodo di tempo.

Il tumore all'ipofisi non è molto frequente: gli adenomi ipofisari sono presenti nella popolazione generale in circa casi per milione di persone, mentre i carcinomi ipofisari descritti nella letteratura scientifica internazionale sono appena sopra il centinaio.

Quando l’ipofisi va in tilt

Con l'eccezione degli adenomi che producono l'ormone prolattina i cosiddetti prolattinomigli adenomi ipofisari colpiscono in egual misura uomini e donne e possono manifestarsi a qualsiasi età, sebbene siano più frequenti nell'età adulta o avanzata.

Chi è a rischio In rarissimi casi il tumore dell'ipofisi sembra legato a una storia familiare, mentre generalmente compare nella forma sporadica, cioè non è trasmessa dai genitori e non sarà trasmessa ai figli.

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Altrettanto rari sono i tumori dell'ipofisi che fanno parte di sindromi genetiche,causate da mutazioni in specifici geni non ancora del tutto noti un esempio è la sindrome della neoplasia endocrina multipla tipo 1, MEN 1, in cui sono state identificate alterazioni genetiche di un fattore nucleare chiamato menina.

Tipologie Gli adenomi ipofisari sono classificati in base alle dimensioni, in microadenomi diametro inferiore a 10 mm e macroadenomi diametro uguale o superiore a 10 mme in base al tipo di ormone prodotto, in adenomi che producono prolattina prolattinomi, circa 4 adenomi su 10adenomi che producono ormone della crescita circa 2 su 10 e adenomi che non producono alcun ormone circa 3 su I carcinomi, che sono rarissimi, possono essere di difficile diagnosi anche all'esame istologico qualora non siano già presenti metastasi in altri organi e in particolare nel cervello, nel midollo spinale e nelle meningi.

Tra i sintomi comuni, che si manifestano più frequentemente nei macroadenomi, tumore della ghiandola pituitaria e perdita di peso sono mal di testa e alterazioni oculari per compressione delle vie ottiche, con riduzione del campo visivo. Solo in presenza di adenomi di grandissime dimensioni possono comparire vomito, bulimia, sonnolenza, disorientamento e diabete insipido.

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Il diabete insipido - che non ha niente a che vedere con il metabolismo degli zuccheri - è una malattia legata alla carenza di vasopressina chiamata anche ormone anti-diuretico, ADHun ormone immagazzinato nella porzione posteriore dell'ipofisi che regola i processi che portano il rene a concentrare le urine. A causa della mancanza di tale ormone, le persone con diabete insipido sono costrette a bere quantità elevatissime di liquidi fino a 10 litri al giorno per reintegrare quelli persi con le elevate quantità di urina prodotta.

Oggi questa malattia viene curata tramite l'assunzione dell'ormone sintetizzato in laboratorio. Questo tipo di tumore si manifesta soprattutto nell'età adulta e avanzata e molti dei segni e sintomi che lo caratterizzano possono essere erroneamente attribuiti ai processi fisiologici dell'invecchiamento irregolarità o scomparsa del ciclo mestruale nella donna con la menopausa, impotenza e disturbi dell'erezione negli uomini.

Tipi di tumori dell’ipofisi

Gli adenomi che producono ormoni determinano quadri clinici caratteristici. Uno degli ormoni più spesso prodotti dai tumori ipofisari è la prolattina: gli alti livelli tipici del prolattinoma provocano il blocco del ciclo mestruale in donne che non hanno ancora raggiunto la menopausa e possono anche causare una produzione anomala di latte dal seno galattorrea.

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Nell'uomo impotenza e perdita di interesse per la sfera sessuale potrebbero essere i primi sintomi del prolattinoma.

Il tumore dell'ipofisi che provoca un aumento della produzione di corticotropina o ACTH si manifesta con sintomi come aumento di peso e dei peli sul corpo, gonfiore al viso, depressione o umore mutevole, alti livelli di zucchero nel sangue e ipertensione.

Infine, il tumore dell'ipofisi che fa aumentare i livelli di tireotropina o TSH si presenta con sintomi come tremori, battito cardiaco accelerato, perdita di peso, aumento dell'appetito, difficoltà a prendere sonno e ansia, determinati dall'aumentata produzione metodo dimagrante giapponese ormoni tiroidei.

Prevenzione Sulla base delle conoscenze attuali non esiste alcuna forma di prevenzione contro il tumore dell'ipofisi. Diagnosi La diagnosi del tumore dell'ipofisi non è sempre facile. Il primo passo è un'attenta visita medica durante la quale lo specialista prende nota dei sintomi e della presenza in famiglia di altri casi di tumore dell'ipofisi o di alcune sindromi ereditarie.

Quanto è diffuso

Se in base ai risultati della visita resta il sospetto di tumore dell'ipofisi, sono valutati i livelli ormonali con un prelievo di sangue e un esame delle urine.

Quando si sospetta che il tumore abbia ridotto la funzione della parte sana dell'ipofisi, si valutano sia i livelli degli ormoni ipofisari sia di quelli prodotti dalla ghiandola bersaglio.

Infine, per confermare la diagnosi sono indicati esami di tipo neuro-radiologico come la tomografia computerizzata TC o la risonanza magnetica RM che permettono di identificare lesioni anche di piccole dimensioni meno di 2 mm di diametro.

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Evoluzione La maggior parte dei tumori dell'ipofisi è rappresentata da forme benigne e di conseguenza non esistono criteri specifici per la stadiazione. Tuttavia, mentre la maggior parte dei microadenomi che producono prolattina rimangono di piccole dimensioni per tutta la vita, gli adenomi mostrano una lenta crescita nel corso degli anni.

Latte no feedback La maggior parte degli ormoni dell'ipofisi anteriore fanno ciascuno parte dell'asse regolata dall' ipotalamo. L'ipotalamo secerne una serie di ormoni che vengono rilasciati, spesso secondo il ritmo circadianonei vasi sanguigni per arrivare all'ipofisi anteriore: il sistema portale ipofisario. La maggior parte di questi sono stimolatori ormone di rilascio della tireotropinaormone di rilascio della corticotropinaormone di rilascio delle gonadotropineormone di rilascio della somatotropina a parte la dopamina che sopprime la produzione di prolattina. Una volta che le ghiandole producono ormoni effettori sufficienti tiroxina, cortisolo, estradiolo e testosterone e IGF-1sia l'ipotalamo che le cellule ipofisarie rilevano l'abbondanza e quindi riducono la loro secrezione. A meno che la presenza di un eventuale tumore ipofisario porti alla sovrapproduzione di un ormone in particolare, i sintomi finora descritti riguardano la mancanza degli ormoni.

Per capire il grado di malignità e la sua evoluzione si calcola in genere il cosiddetto indice di proliferazione, ovvero il numero di cellule in rapida replicazione all'interno della neoplasia. Se tale indice è inferiore al 3 per cento, si tratta sicuramente di una forma benigna, mentre sopra il 3 per cento si tende a considerarla una forma maligna o potenzialmente maligna.

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  2. Entrambe le parti rilasciano ormoni che controllano numerosi altri organi.

Dal momento che i tumori ipofisari sono piuttosto rari, è molto importante rivolgersi a centri specializzati dove è possibile disporre dei migliori trattamenti e contare sulla presenza di medici esperti. Per scegliere il trattamento più adatto dopo una diagnosi di tumore dell'ipofisi è comunque fondamentale sapere se si tratta di una forma benigna e prendere in considerazione altri fattori come le dimensioni del tumore, l'eventuale produzione di ormoni e il tipo di ormone prodotto.

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In molti casi di tumore dell'ipofisi, la chirurgia resta il trattamento di prima scelta; nei prolattinomi invece è preferibile la terapia farmacologica a quella chirurgica. Il successo terapeutico, cioè l'asportazione completa dell'adenoma, mantenendo intatta la normale funzione dell'ipofisi si raggiunge nel per cento dei casi di microadenoma e nel per cento dei casi di macroadenoma.

Nel caso in cui il tumore dell'ipofisi si sviluppi nuovamente dopo l'intervento chirurgico o non risponda alla terapia farmacologica, il paziente viene sottoposto a radioterapia, tecnica che utilizza i raggi X per colpire le cellule. Oggi è possibile fare ricorso a varianti innovative della radioterapia classica sempre più sofisticate, precise e meno pericolose per i tessuti circostanti, come la radioterapia stereotassica gamma knife e cyber knifeoppure la radioterapia con raggio di protoni, che utilizza i protoni una delle particelle di cui è composto l'atomo al posto dei raggi X, disponibile solo presso centri specializzati.